Home

Struttura
Produzioni
Aggiornamento
Corsi
Pubblicazioni
Convegni
Seminario
Ricerca
Progetti
Materiale
  

Il Centro Linguistico
I saggi



STILI FATICI

COMUNITA', VIRTUALITA', IPERTESTO

14. L'ipertesto

Il dominio della funzione fatica si manifesta nell'ipertesto in altro modo, ma altrettanto peculiare e significativo.

L'ipertesto, per cosi dire, centrifuga la lettura, sottolineando con la marcatura dei link le vie di proiezione all'esterno. Tuttavia nel testo la visibilità dell'ipertesto è data soltanto dalla marcatura, che evidenze le potenzialità di collegamento. Se decidiamo di realizzare tali potenzialità, a riamo una finestra e usciamo dal testo; ma prima di farlo, o se non lo facciamo, tutto ciò che di ipertestuale è percepibile durante la lettura è semplicemente la marcatura, che ci segnala i collegamenti con le lessie esterne e assenti.

Se leggiamo una poesia e non vogliamo perdere il senso del ritmo; se leggiamo un romanzo e non vogliamo perdere la consequenzialità della trama; se leggiamo un saggio e non vogliamo abbandonare il filo di un'argomentazione, dobbiamo rimandare l'apertura delle finestre ipertestuali ad una fase successiva, a quella centrifugazione della lettura che ci permette di soddisfare altri tipi di curiosità e di interessi, che hanno legittima sede nell'ipertesto. Ma in fase di lettura invece l'ipertestualità accresce il testo solo di una consapevolezza fatica, cioè dell'evidenza, data dalla marcatura dei link, che abbiamo a disposizione dei canali apribili a comando.

In un'opera che nasca invece già concepita per una fruizione ipertestuale e atestuale, la funzione fatica della superficie marcata, visibile e presente come possibilità di collegarsi alla profondità invisibile e assente dell'ipertesto, sarà ancora maggiore, e il criterio di valorizzazione, sarà non la polisemia del testo, ma proprio la quantità di link, vale a dire lo spessore fatico, più che qualsiasi altra dimensione.

Avanti »
« Torna all'indice