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10. Complesso
di oblazione e complesso di Cirano
Alla Comunità Virtuale si accede infatti con un'identità costituita
dalla somma dei messaggi formulati quasi esclusivamente in una lingua
scritta, e in un contesto conversativo che, in modi ibridi, recupera
aspetti dell'oralità e della comunicazione epistolare.
L'economia espressiva
della comunicazione telematica consente di liberarsi del corpo o
delle sue caratteristiche insoddisfacenti, e questa è la fase di
elisione dell'incongruo discriminabile, che potremmo chiamare complesso
di oblazione o di amputazione; consente inoltre però di alleggerire
o reinventare le identità, in una fase creativa o di mascheramento,
che potremmo chiamare complesso di Cirano, approssimabile a un complesso
di onnipotenza.
Operativamente tuttavia,
mentre l'acquisizione di dimensioni fisiche immaginarie o di altri
caratteri non verificabili in rete dipende dalla semplice enunciazione
di essi, tutto ciò che riguarda gli aspetti intellettuali e spirituali
implica un'esibizione dimostrativa nei messaggi stessi, non simulabile
e quindi immediatamente verificabile da tutti gli interlocutori.
Insomma, mentre basta dire: "sono bello", non basta dire: "sono
intelligente", perché i messaggi dimostrano se lo si è o no.
Poiché si è ciò
che si può mostrare di essere, presentarsi con aspetti, quelli relativi
al corpo, che non possono essere mostrati e quindi dimostrati, non
è tanto un'operazione menzognera, quanto un'operazione inutile,
ovvero un residuo del condizionamento dell'esistenza del soggetto
nella Comunità Reale, del tutto fuori luogo nella Comunità Virtuale.
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