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1. La catena dell'essere
Nella catena dell'essere. architrave della visione del mondo medievale
e pre-moderna. l'uomo occupava una posizione mediana. fra le creature
angeliche e le creature inferiori, animali, vegetali e minerali.
Egli era inoltre il punto dì contatto tra macrocosmo e microcosmo.
accogliendo in sé. nella sua struttura fìgurale, l'ordine significante
dell'universo.
A partire dalla visione
moderna, razionalista e realistica, la dimensione umana proietta
invece nell'universo l'immagine percepibile dai suoi strumenti interpretativi,
procedendo anche in questo caso, sebbene in versioni variabili nel
tempo, nelle due direzioni canoniche del contesto macrocosmico (ma
forse dovremmo già dire ipertesto) e del testo microcosmico. L'uomo
così disegna il mondo in termini di storia o di articolazione linguistica,
in termini di ideologia o di fisica delle particelle, in termini
di inconscio collettivo o di struttura del DNA, in termini di frattali
o di matematica del caos. In ogni caso cerca una giustificazione
-- nel doppio senso dì rendere giusto o adatto, e nel senso di spiegare
conseguentemente, risalendo a un precedente scenario genetico --
cerca una giustificazione dunque alla prospettiva di centralità
che il suo posizionamento gli offre, da un lato nel vasto cerchio
di una combinatoria cosmica degli elementi, dall'altro nella misteriosa
pulsione biologica dell'infinitamente piccolo.
Questo doppio legame
col macro e col micro svela un senso dell'uomo come posizione e
come collegamento che dà all'articolazione connettiva e alla funzione
fatica quasi un valore dì fondamento ontologico. Dalla zoosemiotica
alla cultura umana,, ogni senso, effetto, ragione di vita, sembra
osservato ora principalmente come intenzione dì collegarsi, tensione
ad un attaccamento, aggettazione verso il nuovo ignoto cronotopico
da metabolizzare. Specularmente ogni problema tende ad essere posto
e trattato in termini dì comunicazione sociale, nuovo sito deterritorializzato
dove si manifestano allo stesso tempo razionalità, trasparenza e
consenso.
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