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Il Centro Linguistico
I saggi


LA CRITICA DELL'ERRANZA

NAVIGARE IN RETE E LA FILOSOFIA DEL VIAGGIO

4. L'arrivo

L'arrivo è il momento in cui il viaggiatore, da nativo che era alla partenza, porta a compimento la mutazione iniziata durante il transito, e si trasforma in straniero. Ora la condizione di estraneo implica un confronto, se non un conflitto, con il luogo e la società in cui si è pervenuti e, come si è detto, da una posizione di debolezza. Si può essere accolti da ostilità e visti come invasori, oppure si può essere accolti benevolmente, come nel caso del turista, il quale è un invasore il cui viaggio viene incentivato dalle sue mete stesse.

Anche in questo caso c'è un punto critico oltre il quale la quantità si trasforma in qualità, e la benevolenza può trasformarsi in ostilità, basti pensare alle opinioni su ciò che ci aspetta per il cosiddetto Giubileo. A dire il vero, la storia d'Italia ci offre lo strano, ma ricorrente caso, in cui gli invasori, più o meno ostili, da Carlo VIII ai clandestini di oggi, sono chiamati in Italia da una parte degli italiani stessi.

L'intenzione aggressiva delle conquiste è infatti consapevole della debolezza intrinseca all'arrivo e mira perciò a capovolgerla in dominio, dotandosi di opportuno armamentario bellico. La fondazione di un impero ha spesso all'origine un viaggio, reale o leggendario, da quello di Enea a quello di Colombo, alle esplorazioni africane dei colonialisti britannici. La scansione delle stesse epoche storiche si basa sulle scoperte geografiche e sulle migrazioni dei popoli, dal crollo dell'Impero Romano alla scoperta dell'America. E' inoltre sapere comune che le migrazioni sono l'elemento fondante delle ipotesi diffusionistiche, rispetto a quelle evoluzionistiche, nel pensiero etnologico.

L'arrivo comporta comunque una ristrutturazione del sé e l'inizio di una fase nuova, di adattamento al nuovo ambiente, naturale e sociale. Tarzan è l'esempio popolare di come l'eroe imperialista, che originariamente è un gentleman inglese, per sopravvivere ad un arrivo disastroso, debba adattarsi all'ambiente, mimetizzando in termini selvatici la sua nobiltà d'origine, ma assumendo anche un'altra patria e un'ideologia almeno parzialmente anticolonialista e proto-ecologista. A livello alto e in modo non altrettanto ottimistico, Conrad ci presenta un altro caso di tale assimilazione mimetica nel Kurtz di Heart of Darkness. Anche qui l'ambivalenza della commistione culturale comporta la conversione dell'eroe bianco alla natura del luogo d'arrivo, ma l'effetto della trasformazione, come si sa, si manifesta come orrore.

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