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Il Centro Linguistico
I saggi
L'IPERTESTO È UN LABIRINTO DOVE IL LETTORE NON SI PERDE
3.
Naturalmente va tenuto conto della distinzione tra l'ipertesto creativo e l'ipertesto critico o prevalentemente informativo. L'ipertesto creativo, definito anche "narrativa interattiva", introduce il lettore in un nuovo universo di esperienza. L'autore possiede uno spazio testuale nel quale si muove il suo racconto; il lettore si associa alla costruzione del testo optando per un ordine particolare degli episodi. Il nuovo scrittore non ha più solo un contenuto, degli eventi da narrare, e delle forme da dare a questo contenuto attraverso l'uso di convenzioni letterarie stabilite che definiscono l'orizzonte filosofico, ma entra in uno spazio in cui il suo materiale, comunque sia stato preventivamente organizzato, può essere esperito in modo autonomo.
Per capire come il racconto ipertestuale possa in certo modo minacciare la narrativa lineare, bisogna, secondo Landow, tenere presente che la narratologia da sempre tende a vedere il racconto come una sequenza lineare, e la linearità svolge un ruolo centrale nel pensiero: molto difficilmente riusciamo a pensare a un insieme di eventi come a qualcosa di completamente indipendente dal discorso attraverso cui questi eventi sono narrati. Se è vero che l'interesse per la trama prevale nella letteratura fantastica, mentre nel romanzo realistico l'attenzione è diretta a scoprire il significato della storia, non si può negare, come è stato dimostrato, che si legga sempre "per la trama".
L'ipertesto mette in discussione proprio le idee di "azione narrativa" e di "trama" diffuse dalla Poetica di Aristotele in tutto il mondo occidentale e radicatesi nell'immaginario letterario come principi imprescindibili: "Un tutto è ciò che ha principio, mezzo e fine. Principio è ciò che non ha in sé veruna necessità di trovarsi dopo un'altra cosa, ma è naturale che un'altra cosa si trovi o sia per trovarsi dopo di lui. Fine, al contrario, è ciò che per sua propria natura viene a trovarsi dopo un'altra cosa, o che ne sia la conseguenza necessaria o che semplicemente lo sussegua nell'ordine normale (e verisimile) dei fatti; e dopo di esso non c'è altro. Mezzo è ciò che si trova dopo un'altra cosa, e un'altra è dopo di lui [¼] . Bisogna dunque che le favole, se vogliono essere ben costruite, né comincino da qualunque punto capiti, né dovunque capiti finiscano; ma si attengano a quelle idee di principio e di fine che abbiamo ora dichiarato" .
Alcuni autori pensano che la narrativa ipertestuale potrà cambiare la nostra esperienza del centro del racconto, non quella dell'inizio. D'altro canto un inizio implica una fine, e la fine un qualche tipo di chiusura formale e tematica. Seguire una storia significa intraprendere un viaggio, avanzare tra peripezie e contingenze in attesa di un compimento o di una conclusione che fornisca anche il punto di vista dal quale la storia può essere colta nella sua interezza. Diverso può essere considerato il caso della poesia, genere in cui la composizione per frammenti con specifici ambiti tematici o motivazioni teoriche ha nella tradizione letteraria una lunga storia che si può far iniziare dai lirici greci. Secondo il poeta ipertestuale William Dickey, una caratteristica importante della poesia ipertestuale sta proprio nel fatto che il lettore può iniziare ovunque.
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