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IPERTESTO: UN NUOVO SPAZIO DELLA SCRITTURA



4. L'ipertesto secondo Landow

Analizziamo, seguendo la riflessione di Landow , le differenze tra testo cartaceo e ipertesto elettronico. L'introduzione dei testi a stampa come hanno mostrato Marshal Mcluhan ed Elizabeth Eisenstein ha prodotto una rivoluzione che derivava in prima istanza dalla loro capacità di combinare fissità, inamovibilità del testo e molteplicità.

La rivoluzione di Gutenberg ha permesso, infatti di ottenere infinite copie di un medesimo testo e permette al lettore - separato nel tempo e nello spazio dall'autore - di incontrare essenzialmente lo stesso testo. In questo modo è stata radicalmente modificata, la cultura chirografica, la cultura del manoscritto. Il libro gutemberghiano costituisce una macchina di auto apprendimento che ha dato vita ad un'intera civiltà e ha prodotto le nozioni moderne di autore, creatività, proprietà intellettuale e copy-right, insieme ad un intero modello, il modello dal centro alla periferia, di diffusione e trasmissione della cultura. Ma che cosa succede quando il libro si trasforma in una successione di byte, quando il libro diventa elettronico; e la scrittura che è sempre stata ad un insieme di segni "materiali", tracciati su di una superficie "materiale" prende la forma di sequenze di codici elettronici? In primo luogo, il testo elettronico mantiene la "molteplicità" di quello a stampa ma perde la sua "fissità". Il testo elettronico infatti si caratterizza per il suo essere: virtuale , infinitamente modificabile, aperto; per la possibilità di essere analizzabile, infinitamente duplicato, contestualizzato e decontestualizzato molto velocemente, messo in rete.

Il testo elettronico rappresenta quindi una nuova forma di testualità.E' "ipertesto" appunto. Landow, riprendendo la definizione dell'inventore di questo termine Ted Nelson (e quella precente al termine stesso di Vannevar Bush ) afferma: " Ipertesto, un termine che include il termine ipermedia, significa una testo composto di blocchi di parole (o immagini) connesse elettronicamente da percorsi multipli, catene o tracce in una rete aperta (o libro elettronico). L'ipertesto in altre parole è una tecnologia dell'informazione nella quale un nuovo elemento il link (connessione, collegamento) svolge un ruolo centrale. Tutte le caratteristiche pratiche, culturali e cognitive di questo media derivano dal fatto che la connessione degli elementi (linking) crea un nuovo mondo di connessioni e di scelte per il lettore. L'ipertesto può essere più propriamente definito come una forma di scrittura multisequenziale o multilineare più che non lineare" .

Volendo trarre alcune conseguenze dalla definizione di ipertesto che Landow propone, possiamo affermare che esso rompe i canoni tradizionali della testualità cartacea almeno rispetto a due parametri fondamentali:
  • l'organizzazione e la gerarchia interna delle parti del testo;
  • la trasformazione del rapporto tra autore e lettore.
Per ciò che riguarda il primo punto si passa da un strutturazione lineare, improntata ad un ordine successivo e in ultima istanza temporale del racconto o dell'argomentazione saggistica ad un struttura a rete, dove prevale l'elemento spaziale, nell'organizzazione del testo e delle sue parti. Un testo tradizionale é dominato dalla logica della successione ordinata e unidirezionale degli elementi : viene letto da pagina 1 a pagina 200, gli elementi significanti che lo compongono sono disposti in una configurazione ordinata gerarchicamente e definita una volta per tutte ed immodificabile. Nell'ipertesto un tale "ordine del discorso" è completamente sovvertito.

Esso si presenta come una rete elementi significanti, di lessie, che strutturalmente prevede la possibilità di una molteplicità di attraversamenti. Lo spazio della scrittura elettronica é un continuum infinitamente modificabile e modulabile sulla base delle esigenze del lettore. Più che una come una "catena di significanti" - come vuole la semiotica e la linguistica - l'ipertesto si presenta per così dire come un ambiente cognitivo a dimensioni multiple dove elementi linguistici, grafici, visivi e sonori si intersecano in una struttura a rete (network) .

Anzi come ha notato Jay David Bolter "Se tutti i testi sono, in ultima analisi reti verbali, il computer é il primo mezzo in grado di registrare e presentare queste reti a chi scrive e a chi legge" .

Ma se l'ipertesto sovverte la gerarchia e l'ordine interni del testo cartaceo trasforma in maniera radicale anche il rapporto tra autore e lettore.

Il lettore di un ipertesto non può più essere un "lettore dimezzato", il lettore di un ipertesto è per definizione un lettore attivo; é infatti il lettore che sceglie il percorso secondo il quale attraversare l'ipertesto, é il lettore che rende attiva la trama di un ipertesto creativo, come nota Landow nel III capitolo: "L'ipertesto, che crea un lettore attivo, addirittura invadente, porta questa convergenza di attività ancora più vicino al suo compimento; ma così facendo usurpa il potere dell'autore, gliene toglie una parte e la affida al lettore.

Un chiaro segno di questo trasferimento di prerogative si manifesta nella possibilità da parte del lettore di scegliere il suo cammino attraverso il metatesto, di annotare testi scritti da altri e di creare collegamenti fra documenti scritti da altri. L'ipertesto non permette al lettore attivo di cambiare il testo prodotto da un'altra persona, ma abbrevia la distanza fenomenologica che separa i singoli documenti tra loro nei mondi della stampa e del manoscritto" .

Se si prendono in considerazioni gli esempi di ipertesto creativo che vengono presi in esame da Landow in particolare nel capitolo 6 e 7 di questo volume , si può comprendere come la portata di questa trasformazione: autore in un ipertesto non è solamente chi definisce la l'insieme delle lessie che lo compongono, autore è chi realizza la struttura elettronica dell'ipertesto, chi compone i suoni che lo costruiscono, chi realizza le immagini o i filmati che lo accompagnano ed autore è allo stesso modo il lettore che ogni volta attraversa la rete di questo ambiente cognitivi ogni volta in una maniera differente dalla precedente; per questo non solo è necessario riconfigurare il ruolo dell'autore all'interno dello spazio ipertestuale ma è necessario ripensare la scritttura nei termini di una "scrittura in collaborazione" , cioè un forma di scrittura che vede la collaborazione dell'autore, del lettore, e del tecnologo e dell'editore secondo una schema di interazione radicalmente differente rispetto alla triade gutemberghiana autore, editore lettore .



La teoria della convergenza »
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