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IPERTESTO: UN NUOVO SPAZIO DELLA SCRITTURA



3. Una definizione di ipertesto

Come afferma Alberto Cadioli nel suo Il critico navigante: "La maggior parte degli autori che si interrogano sui problemi introdotti dalle applicazioni informatiche (…) introduce, prima di ogni riflessione, una personale definizione di ipertesto. Questo comportamento, facilmente spiegabile e destinato naturalmente a svanire con la diffusione di questa cultura digitale, è diventato quasi una regola: definire l'ipertesto sembra vere una funzione di invitare, proprio "sulla soglia" di studi dedicati alle nuove possibilità offerte alla cultura, a un cambio di percezione e di prospettiva, a prepararsi a esperienze talvolta lontane da quelle sulle quali si sono fondate, per secoli, la scrittura, la lettura, la critica" . Proviamo, quandi, anche noi a fornire una definizione del nostro oggetto. L'ipertesto è, secondo una prima e rozza approssimazione, la connessione che nella maggior parte dei casi si attua all'interno di un media elettronico di elementi informativi - parole, testi, lessie, immagini, simboli - attraverso connessioni elettroniche (link) che permettono all'utente di muoversi liberamente tra i differenti elementi. In particolare una struttura ipertestuale permette di selezionare una determinata parola e di ricevere informazioni aggiuntive riguardo ad essa semplicemente "cliccando" sulla medesima. Se ad esempio all'interno di un enciclopedia elettronica cerco la parola felini, "cliccando" su questa posso accedere alle differenti specie che questo genere contiene. Mi appariranno quindi sullo schermo, le parole o le icone, leone, pantera, tigre, ed ulteriormente cliccando su queste accederò ad ulteriori informazioni su questi animali. Una connessione ipertestuale è di solito evidenziata sullo schermo dal colore differente della parola che supporta un "link"(connesione) rispetto alle altre. Connettendo attraverso opportuni "link" ipertestuali differenti parti di un documento o differenti documenti è possibile creare una struttura a rete che può permettere di accedere direttamente alle informazioni correlate ad una determinata parola, di saltare o evadere dall'ordine tradizionalmente sequenziale di un testo scritto. E' chiaro, anche da questa prima definizione come una struttura ipertestuale, l'albero ramificato delle connessioni possibili, si presenta come alternativo alla struttura lineare e gerarchicamente chiusa di un enciclopedia a stampa o di un dizionario. In quest'ultimo caso, infatti, i contenuti sono fisicamente accessibili solo attraverso una sequenza statica e lineare di ingressi che generalmente sono posti in ordine alfabetico. Nel caso della struttura ipertestuale elettronica, invece, è il lettore che costruisce il proprio percorso d'ingresso e di movimento all'interno della struttura delle lessie.

In un certo senso le connessioni ipertestuali sono la realizzazione, di solito attraverso un media elettronico, di riferimenti incrociati che permettono un accesso istantaneo al loro oggetto.

Anche nella nostra definizione il concetto di ipertesto e quello di media elettronico continuano ad intersecarsi e tuttavia questi concetti hanno due storie separate e radicalmente disomogenee. Di ipertesti cartacei, indici analitici, mappe concettuali, teatri della memoria, è colma la nostra tradizione culturale, mentre la storia dello studio informatico degli ipertesti è piuttosto recente . Ma è proprio questo secondo aspetto del problema, la transizione al digitale, l'apertura del nuovo spazio della scrittura digitale, reso possibile dalle nuove tecnologie, che mette in discussione la natura stessa dei concetti che stanno alla base della nostra tradizione culturale: i concetti di testo, autore, lettore, narrativa e storia della letteratura.

Ancora oggi, infatti, nella tarda età della stampa, scrittori e lettori continuano a concepire qualunque testo, o se si preferisce il testo in sè, l'idea del testo, come una entità localizzata entro lo spazio definito del libro a stampa. E concepiscono il loro ruolo di autori e lettori, le modalità della narrazione, la nozione di canone culturale e di storia della letteratura, le modalità della creazione, trasmissione, divulgazione e conservazione dei testi facendo implicito riferimento a tale idea di testo.

Lo spazio di un libro a stampa è un luogo nel quale la scrittura assume un carattere stabile, quasi monumentale e sempre sotto il controllo esclusivo dell'autore. È lo spazio definito dai volumi che circolano in migliaia di copie identiche. Rispetto a questo, lo spazio della scrittura elettronica, è caratterizzato dalla fluidità e da una relazione interattiva tra autore e lettore. Concettualmente questi diversi spazi alimentano diversi stili e generi di scrittura e differenti teorie della letteratura. L'oggetto dell'indagine di Landow è appunto l'indagine sui contorni ed i limiti del nuovo spazio della scrittura elettronica.



L'ipertesto secondo Landow »
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