
Home
Struttura
Produzioni
Aggiornamento
Corsi
Pubblicazioni
Convegni
Seminario
Ricerca
Progetti
Materiale
|
|
Il Centro Linguistico
I saggi
IPERTESTO: UN NUOVO SPAZIO DELLA SCRITTURA
1. Introduzione
Quando nel 1992 fu pubblicato negli Stati Uniti Ipertesto nessuno tranne pochi addetti ai lavori nel campo delle nuove tecnologie avrebbe potuto immaginare che il fenomeno degli ipertesti di cui Landow indagava le potenzialità nel campo della teoria letteraria fosse destinato a trasformare radicalmente il nostro modo di produrre, trasmettere archiviare e diffondere il sapere. Allora nessuno poteva immaginare che nel giro di 3 anni attorno al mondo si sarebbe intessuta un rete telematica globale composta da centinaia di milioni di nodi e popolata da testi immagini e suoni. Una rete che funziona sulla base della tecnologia degli ipertesti o meglio una rete di ipertesti ed ipermedia. Http:\, infatti, è la sigla che è premessa ad ogni indirizzo Internet seguita da fatidico www.xxxxx.com . Questa sigla è acronimo di Hypertext Trasfert protocol. Si tratta del protocollo attraverso il quale le informazioni vengono trasferite in modalità ipertestuale da un computer all'altro .Le prime reti telematiche, che crebbero negli anni '80, la pioniera Arpanet, NSFnet (National Science Foundation Network), BitNet (Because It's Time Network), CSnet (Computer Science Network), la stessa Internet fino agli anni novanta avevano infatti il limite di poter trasmettere informazioni solamente in modalità testo, non esisteva cioè la possibilità di muoversi attraverso le informazioni della rete "cliccando" su di un pulsante all'interno di un ambiente grafico: non era possibile navigare tra le informazioni. Quando i ricercatori del Cern di Ginevra inventarono, la tecnologia che ha reso popolare la rete, essi misero a punto un sistema di HTTP, appunto, che dava la possibilità di trasferire documenti ipertestuali rendendo possibile una navigazione grafica tra i siti.
Nacque così il World Wide Web (WWW) e con esso i programmi in grado di 'navigare' sul World Wide Web (come Mosaic (1993) Netscape Navigator(1995), Internet Explorer (1996). Essi permettono di visualizzare dal proprio computer i documenti ipertestuali che costituiscono la rete, rendono cioè disponibile attraverso un'interfaccia grafica, oltre al testo, immagini e filmati, possono riprodurre suoni digitalizzati. L'ipertesto è divenuto in questo modo un fenomeno di massa. Ma quanti di quelli che accedono a Internet hanno la consapevolezza di navigare di in un mare di ipertesti ? Che cos'è un ipertesto ? In che modo questa nuova modalità di produrre trasmettere e divulgare il sapere modifica i nostri quadri concettuali? Landow, con la prima versione di Hypetext, tentava nel 1992, in maniera pionieristica, una risposta a queste domande mettendo in relazione la definizione di questo nuovo oggetto teorico alle trasformazioni dei paradigmi epistemologici della critica letteraria.
Ora a otto anni di distanza George P. Landow pubblica una versione aggiornata di quel libro Ipertext 2 . Nel momento in cui la "rivoluzione digitale" - nel 1992 ancora agli albori - è un fenomeno dispiegato, le reti telematiche sono uscite dal territorio protetto delle università e dei centri di ricerca e cominciano ad abitare le nostre case, non solo le nostre modalità di trasmettere il sapere, ma anche quelle di vivere, di lavorare, ammalarci, amare ne sono coinvolte diviene e tanto più importante comprendere il fenomeno l'ipertestualizzazione dei saperi, e le sue conseguenze sul nostro mondo.
|
Un nuovo spazio della scrittura »
« Torna all'indice
|