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Il Centro Linguistico
I saggi
LA FILOSOFIA NELLA RETE: I PROBLEMI DELL'INDIVIDUO E DELLA COMUNITÀ' NELL'ETÀ' DELLA RIVOLUZIONE DIGITALE
1. La rivoluzione Internet
Analizziamo una prima modalità di lettura del significato filosofico della rivoluzione digitale che ho definito nihilistica.
Kroker e Weinstein , due autori molto noti come teorici della cyber-cultura, ora conosciuti anche in Italia grazie alla pubblicazione del loro volume Data Trash, sostengono come l'affermarsi delle reti telematiche e la "virtualizzazione" dei saperi da essa operata non sia altro che uno dei frutti ultimi del cammino del nihilismo. A partire dal giudizio heideggeriano sul dominio della tecnica nell'epoca contemporanea come espressione del nihilismo occidentale, Kroker e Weinstein interpretano la rivoluzione digitale come l'ultimo passo di quella crisi della soggettività e considerano l'uomo contemporaneo come destinato a soccombere al predomino di una tecnica sempre pi- pervasiva e imperante.
La progressiva digitalizzazione dell'archivio dell'esperienza storica e dei saperi costituirebbe secondo la provocatoria tesi dei due autori, l'esito pi- tragico della cultura nihilistica. La nietzschiana volontà di potenza si tradurrebbe, infatti, nella contemporanea "volontà di virtualità". Volontà, cioé, di superare i limiti della soggettività umana, la sua corporeità finita e caduca in un soggetto virtuale infinitamente replicabile e manipolabile che acquisirebbe in questo modo l'immortalità ma perderebbe definitivamente le sue caratteristiche umane. La "volontà di virtualità" realizzerebbe così il cammino verso il nulla nietzschiano. Il super-uomo o l'oltre-uomo si realizzerebbe concretamente nel mondo digitale e la carne e il sangue dell'umanità reclinante verrebbero trasferite in memorie al silicio eternamente replicabili e ricombinabili.
Weinstein e Kroker intrecciano il ragionamento teoretico con un'analisi economico-politica che radicalizza l'impostazione e lo schema di lettura della rivoluzione digitale offertoci da Jeremy Rifkin nel suo fortunato libro La fine del lavoro . A partire, infatti, dall'accettazione di una concezione marxiana dello sviluppo delle forze produttive, Kroker e Weinstein leggono la transizione economica contemporanea come transizione dall'economia della merce - dal feticismo della merce - all'economia della merce virtuale - il feticismo della merce virtuale ricombinante -.
La classe virtuale, postmoderno esito del capitalismo industriale avrebbe, secondo le analisi di Kroker e Weinstein, tutto l'interesse ad accelerare indefinitamente il processo della virtualizzazione in modo da poter estrarre dall'individuo di carne e sangue i dati in esso contenuti per poter, attraverso un'alienazione totale della sua stessa essenza, riutilizzare i dati contenuti della sua corporeità per la indefinita produzione di merci ricombiananti da vendere sul mercato virtuale dell'umanità dell'alienazione virtuale.
La paradossalità di questa tesi non deve però far dimenticare l'acutezza di alcune analisi di Kroker e Weinstein che è importante qui rimarcare:
- contro l'entusiasmo dei tecno-utopisti che vedono nella digitalizzazione del patrimonio delle conoscenze la possibilità di una nuovo Rinascimento, Kroker e Weinstein evidenziano il rischio di una tecnocrazia digitale dominante che utilizzi il mezzo elettronico non come moltiplicatore delle libertà ma come strumento di controllo e di asservimento.
- Il ragionamento di Weinstein e Kroker è tanto pi- interessante in quanto mette in rilievo la possibilità che le reti telematiche costituiscano non tanto uno strumento di diffusione dei saperi (cosa che certamente sono) quanto piuttosto uno strumento di "mietitura" e raccolta di dati, che finirebbe con alienare dal soggetto il suo patrimonio più prezioso: la creatività'.
- Weinstein e Kroker mettono in guardia dalle modificazioni del comportamento individuale che potrebbero essere indotte dall'utilizzo delle realtà virtuali come strumento di alienazione e di perdita dell'esperienza individuale: come nei romanzi cyber- punk di William Gibson è già oggi possibile ipotizzare una forma pi- sottile del controllo delle coscienze rispetto a quella generata dai mass media correnti come la televisione (a questo proposto l'ultimo libro di Baudrillard Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà si muove sulla stessa linea di riflessione) cioé la riproduzione a fini commerciali, di evasione o di controllo sociale di realtà virtuali alternative o sostitutive di una condizione sociale indesiderabile.
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Le nuove soggettività: l'individuo e il corpo cyber »
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