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LA RIVOLUZIONE DIGITALE E LA FILOSOFIA: ISTRUZIONI PER L'USO
Paolo FERRI


Alcuni libri usciti recentemente Jeremy Rifkin, La fine del lavoro, Baldini e Castolidi, Milano, 1996 A.A. V.V., Scrivere comunicare e apprendere con le nuove tecnologie a cura di Mario Ricciardi, Bollati Boringhieri, Milano, 1995 e Luciano Floridi, L'estensione dell'intelligenza, Armando, 1996; ci offrono l'occasione per cominciare a fare il punto su di un fenomeno che comincia ad emergere e che è destinato a segnare profondamente la cultura e la storia della mentalità del nostro tempo, la rivoluzione digitale, e di affrontarla da un punto di vista specifico la riflessione che la filosofia ma anche le scienze sociali cominciano a condurre su questo tema. Si tratta di testi con obiettivi molto diversi: il primo fornisce una ricostruzione delle trasformazioni - anche drammatiche che coinvolgeranno il mondo del lavoro - intellettuale e non - a seguito della rivoluzione digitale; il secondo indaga il modo in cui i saperi umanistici verranno investiti da questa trasformazione; il terzo, infine, fornisce una serie di strumenti per comprendere il significato della rivoluzione digitale in rapporto alla filosofia. Tre punti di vista differenti, un unico oggetto una rivoluzione in corso alla quale non è possibile giungere impreparati.


Indice:

1. La rivoluzione Internet

2. La società post-fordista e la rivoluzione digitale


J. Rifkin, La fine del lavoro, Baldini e Castoldi, Milano, 1995, pp.519, L. 38.000.

AA. VV., Vivere comunicare e apprendere con le nuove tecnologie a cura di M. Ricciardi, Bollati Boringhieri, Milano, 1995, pp. 168, L. 30.000

L. Floridi, L'estensione dell'intelligenza, Armando, Roma 1996, pp.256, L. 30.000


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