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   Il Centro Linguistico
I saggi



DALL’INDIVIDUO VIRTUALE ALLA COMUNITÀ PERSONALE. INDIVIDUO E COMUNITÀ ALLE SOGLIE DELL’ERA CYBER.



1. Introduzione

Qualsiasi epoca per alcuni aspetti produce una separazione incolmabile tra il singolo, con la sua consapevolezza morale, la sua capacità decisionale, e i linguaggi dei saperi e dei poteri, scientifico-tecnici e politici, economici e così via, che costituiscono la situazione determinata del singolo, e che parlano il mondo ed il singolo stesso trascinandolo verso la chiusura nei confronti dell’altro da sé. Anche in questo tramontare del ventesimo secolo appare l’immagine di un uomo preso nel vortice, nel gorgo degli eventi linguistici, dai quali è parlato e dominato. Emergono però al contempo risorse interessanti, che vanno valutate nella loro potenzialità, che vanno pensate nella loro qualità di mezzi tenendo presente la ben nota affermazione di Marshal Mcluhan che ci ammonisce come, soprattutto in una società dello spettacolo come quella in cui viviamo, “il mezzo costituisce il messaggio”. Si possono porre in proposito, tra gli altri, tre quesiti:
  1. A livello fenomenologico: quali sono i nuovi mezzi comunicativi che presumibilmente influenzeranno in modo massiccio lo scambio di informazioni e la formazione della mentalità nel prossimo futuro? Una tra le risposte possibili evidenzia un alto grado di possibilità: si tratta delle reti telematiche, che integrano ormai perfettamente, grazie alla nascita del WWW (world wide web) e di strumenti di interrogazione della rete sempre più sofisticati, ipertestualità ed ipermedialità. La proiezione delle possibilità della rete mostra, nel medio periodo, potenzialità enormi, concretamente legate allo sviluppo di tecnologie (il sistema Java ad esempio, che permette di accedere in rete a immagini in movimento e quindi alla gestione delle realtà virtuali) che permetteranno di abbassare i costi di connessione e di cablare agevolmente le nostre città e università mettendo a disposizione di tutti questo nuove strumento di comunicazione e di produzione intellettuale. Già oggi la navigazione in rete sta divenendo uno strumento indispensabile per gli studiosi, non solo in quanto permette l’accesso a una quantità di informazioni eccezionale (biblioteche, archivi, data base strutturati) ma soprattutto perché costituisce una forma di rapporto in tempo reale con gli studiosi del medesimo settore in qualsiasi parte del mondo. Ma, al di là di questo aspetto professionale, attualmente nella rete, attraverso i suoi siti, dialogano e si costituiscono decine di migliaia di micro-comunità legate ad interessi specifici, che comunicano in un inglese meticciato, il “Broken english”.
    Si fa strada una nuova idea di comunità, definita dai suoi teorici “comunità virtuale”, “intelligenza collettiva”, “mente globale” . Un tipo di comunità che fa del suo essere effimera ed aperta il suo elemento fondante. Un approccio innanzitutto descrittivo dovrà dunque rendersi conto di cosa ci sia sulla rete, di come funzioni in essa la comunicazione, di quali siano i modi del mezzo di configurare i suoi messaggi, di quali siano le sue potenzialità formative, quali siano i problemi di concorrenza economica (pubblicità in rete), e giuridici (diritto di autore in rete) emergenti col nuovo mezzo, di quali sino le nuove forme d’arte rese possibili e attuate sulla rete (nuovi poemi epici, ad esempio, composti da decine di autori su tracce tematiche prestabilite) e dai sistemi ipermediali (i quali tra l’altro determinano un necessario cambiamento dell’approccio critico, un ipertesto non si può analizzare come se fosse un testo).

  2. A livello di storia delle idee si possono ripercorrere come primo approccio, due vie:

    1. una ricognizione sulla cultura cyber e cyber-punk che da circa 10 anni cerca di pensare, in chiave di costruzione di una nuova mentalità, il rapporto tra uomo e tecnologie informatiche con particolare riguardo alle modificazioni che l’interazione con le nuove tecnologie può indurre nei nostri paradigmi di pensiero (sono coinvolte nozioni chiave e classiche della nostra cultura: soggetto, individuo, comunità)
    2. una ricognizione sulla filosofia “nella rete”, cioè sulle modalità con le quali la rete viene pensata nei siti della rete stessa, dai filosofi che mettono a disposizione nella rete le proprie idee sulla rete.

    A proposito di a) la cultura cyberpunk è costituita da un insieme di prodotti culturali eterogenei: riviste, iniziative editoriali (dalla rivisita Decoder del gruppo cyber milanese che ruota attorno alle edizioni Shake alla nuova collana di Feltrinelli Interzone) produzione letteraria, che trascorre facilmente tra diversi generi, fiction, discorso politico, informazione, musica, videogiochi ecc. La comunicazione è pensata attraverso la metafora della rete aperta e quindi non oppressiva, capace di produrre forme di democrazia telematica , cioè di sfuggire a qualsiasi potere che non sia la libera volontà di aggregazione del singolo. E’ subito da notare - ed è questo il punto che sarà sviluppato nella comunicazione -, che per la cultura cyber-punk l’attualità della volontà, il suo essere momentanea, transitoria ed ambigua, frantuma l’identità del singolo e conduce a pensarla come costruzione fittizia e a disperderla in una molteplicità di proiezioni possibili, costruendo a partire dalla constatazione della frantumazione della nozione di soggettività nuovi orizzonti per la soggettività stessa. Connessi a tale disseminazione sono i luoghi forti della cultura cyber, il superamento dell’opposizione uomo/macchina e la contaminazione costante tra cultura alta e cultura bassa. A proposito di b) si possono ispezionare numerosi siti in rete che per lo più prendono spunto dalle tematiche del decostruzionismo e del post-strutturalismo (gli autori di riferimento sono soprattutto francesi: Derrida, Baudrillard, Foucault). Certo né a) né b) sono una rappresentazione reale della rete ma evidenziano come questa nuova tecnologia possa offrire una serie di stimoli al pensiero ed alla riflessione filosofica.

  3. A livello filosofico: pare che almeno orientativamente e in generale le nuove tecnologie informatiche abbiano aperto tre fondamentali spazi di riflessione:

    1. la riflessione sulla nozione di intelligenza artificiale e dunque sulle nozioni di “intelligenza” e “artificiale” (in ultima analisi il problema del rapporto uomo-macchina), tutt’altro che esenti dal peso di cospicue tradizioni, anche quando trattate nei dipartimenti di filosofia della mente e di scienze cognitive come nozioni puramente operative;
    2. la riflessione sul linguaggio e sulla comunicazione dei saperi rende necessarie delle operazioni di codifica dei testi che stanno alla base delle sempre maggiori possibilità di trattamento automatico dei testi: spesso tali operazioni fanno emergere l’ingenuità e l’imprecisione di alcune fondamentali categorie della filosofia del linguaggio;
    3. c) la revisione delle nozioni di individuo (della stessa nozione di soggettività) e di comunità nel rapporto tra le tradizioni di pensiero che si sono occupate di questi temi e le nuove forme di individualità e comunità che sono rese possibili dalle reti telematiche, con l’ovvia declinazione del tema del rapporto tra sapere e potere che questa revisione comporta.


La filosofia e la rivoluzione digitale: individuo e comunità alle soglie del terzo millennio »
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