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INTERNET E LE MUSE
LA RAPPRESENTAZIONE DELLA NARRATIVA INFANTILE: CONCEZIONE CLASSICA E DINAMICA DELL'IPERTESTO A CONFRONTO
Anthony BALDRY
Questo intervento ha lo scopo di presentare Discourse Laboratory, ovvero il prototipo di un modulo ipermediale che costituisce una banca dati di autentico materiale orale discorsivo (storie videoregistrate raccontate da bambini) associato a interpretazioni teoriche e analisi linguistiche (principalmetne della linguistica sistematico-funzionale). Sorgono alcune domande di natura pedagogica e di ricerca quale: "Come si possono utilizzare gli ipermedia per creare modelli di discorsi orali negli studi della lingua, nel caso specifico l'espressività orale dei bambini della scuola elementare nel raccontare le favole?" e "Quali contributi possono fornire gli ipermedia alle teorie associate alla linguistica funzionale e applicata, e come possono queste essere utlizzate per l'insegnamento?"
Una risposta a proposito del valore degli ipermedia nello studio della lingua è data dal fatto che Discourse Laboratory modella il discorso orale in modi diversi a secondo delle svariate classi di fruitori. Per esempio, essi possono essere utilizzati dai bambini come un gioco di avventura educativa che li aiuti ad apprendere le differenze tra il genere narrativo e scientifico. Essi inoltre possono essere utilizzati dagli insegnanti come strumento di addestramento che li aiuti a raffinare la loro consapevolezza rigurado alle differenze tra le abilità discorsive nei bambini di cinque e di nove anni, nonchè da studenti di lingue come classe virtuale poichè la presentazione combinata di videoclip e trascrizioni fornisce loro un mezzo di osservazione della relazione tra ciò che i bambini dicono e ciò che fanno senza dover frequentare una vera aula.
Nel campo della ricerca il Discourse Laboratory può essere usato dagli studenti dottorandi di linguistica funzionale come concordancer funzionale che dà accesso alle principali strutture semantiche presenti in un testo, e dai ricercatori nelle rispettive aree di ricerca come stumento di rilevamento dati sulla comunicazione orale infantile in modo scientificamente affidabile e pedagogicamente etico.
In ciascun caso specifico il modulo si comporta differentemente, grazie alla sua capacità di modificare la sua costituzione interna. In tal senso il Dicourse Laboratory costituisce un esempio delle differenze formali e funzionali tra interpretazioni dinamiche e classiche dell'ipertesto. La concezione 'classica' di ipertesto, come grande testo frantumato in pezzi più piccoli che possono essere messi insieme a caso, è abbandonata avendo essa poca rilevanza per molte delle necessità specifiche dell'insegnamento.
Il Discourse Laboratory, invece, si basa su una nozione di sistema che guida gli studenti attraverso il materiale didattico. Quindi, l'esistenza di un insieme di percorsi potenziali la cui accessibilità si modifica in rapporto alle necessità e alle prestazioni dei fruitori mentre avanzano nel materiale e nell'uso del dialogo interattivo utente/computer consistente di sessioni di domande e risposte, riassume ciò che è stato fatto e informa su ciò che ancora deve essere fatto. Il risultato dell'applicazione dei principi dell'ipermedia dinamico nel Discourse Laboratory è, come detto precedentemente, un modulo che presuppone una varietà di funzioni adattate alla tipologia dell'utente. La nozione di percorso guidato attraverso i materiali, fondamentale in qualsiasi forma di insegnamento, è completamente estraneo all'ipertesto classico che, diversamente dagli ipermedia dinamici, è incapace di addattarsi alle esigenze del fruitore.
Tutto ciò suggerisce un'ulteriore serie di domande: quali sono le reali possibilità dell'uso di Internet, esso stesso un esempio di concetto classico di ipertesto, nell'autoapprendimento e nell'insegnamento a distanza? Quale tipo di ipertesto abbiamo bisogno di sviluppare per rendere Internet una risorsa ancora più preziosa?
In ultima istanza queste domande costituiscono gli scopi di una ricerca a lungo termine, nonché la necessità, cruciale, che sia riconosciuta come tale.
PRESENTING CHILDREN'S STORYTELLING: DYNAMIC VERSUS CLASSICAL INTERPRETATIONS OF HYPERTEXT
This paper describes Discourse Laboratory, a prototype hypermedia module that constitutes a database of authentic oral discourse materials (videorecorded stories told by children) associated to theoretical interpretations and linguistic analysis (mainly systemic-functional linguistics). In so doing, it poses some important educational and research questions such as "How can we use hypermedia to model oral discourse, in this case the discourse of primary school children as they tell stories, in a way that is valuable in language studies?" and "What contribution can hypermedia make to research into theories associated with functional and applied linguistics and their application in education?" One answer regarding the value of hypermedia in language studies lies in the fact that Discourse Laboratory models oral discourse in different ways according to the needs of very disparate classes of users. For example, it can be used by young children as an educational adventure game in way that helps them learn about the differences between various narrative and scientific genres; but it can also be used by teachers as a training tool that helps them sharpen their awareness of the differences between the discourse skills of 5 year olds and 9 year olds and by language students as a virtual classroom since the combined presentation of videoclips and transcriptions provides them with a means of observing the relationship between what children say and do without having to invade a real classroom. In the field of research, Discourse Laboratory can be used by postgraduate students of functional linguistics as a functional concordancer that provides access to the principal semantic structures realised in a text and by researchers carrying out field work as an elicitation device through which they can elicit oral discourse data from children in a way that is scientifically reliable but also educationally ethical.
In each of these specific cases the module behaves in a different way, thanks to its capacity to modify its internal state. In this sense, Discourse Laboratory constitutes an illustration of the formal and functional differences between dynamic and classical interpretations of hypertext. The original 'classical' conception of hypertext as a big text broken into small pieces that can be associated randomly is abandonned as having little relevance to many of the specific needs of education. Discourse Laboratory is, instead, based on the notion of a system that guides students through materials. Hence the existence of a set of potential pathways whose accessibility is modified according to the users' needs and performance as they progress through the materials as well as the use of interactive user-computer dialogue consisting of question-and-answer sessions, summaries of what has been done and advice about what to do. The result of the application of the principles of dynamic hypermedia in Discourse Laboratory is, as explained above, a module that presupposes a variety of functions customised according to user typology. The notion of guided pathways through materials, so essential in any form of education, is completely foreign to classical hypertext which, unlike dynamic hypermedia, is incapable of any form of adaptation to user requirements. All this poses a further set questions: What really are the possibilities for using INTERNET, itself an example of the classical conception of hypertext, in self-access learning and distance education? And what kinds of hypertext tools do we need to develop to make INTERNET an even more valuable resource? In the final analysis these questions constitute long-term research goals and need, crucially, to be recognised as such.
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