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Il Centro Linguistico
I convegni
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- Nella seconda sessione del convegno, Arellano e Riva, entrambi
docenti alla Brown, hanno presentato i progetti elaborati presso i Laboratori
di Scrittura Elettronica del loro ateneo, considerati tra i maggiori
centri di influenza internazionale per lo sviluppo degli studi e della
sperimentazione multimediale d’avanguardia. La Brown University ha alle
spalle una tradizione ormai trentennale al riguardo. Massimo Riva ha
in particolare illustrato il suo Progetto Pico/Pico-Project in
collaborazione con l’Università di Bologna, il quale si propone come
uno strumento integrale di lettura e di interpretazione del testo del
Discorso sulla dignità dell'uomo di Pico della Mirandola nel
suo contesto, dal primo accostamento sino al contatto diretto con il
testo originale rappresentato dalla prima edizione a stampa (Bologna
1496), di cui non vi sono manoscritti. L'interesse attuale del Discorso
risiede nella sua affermazione che la natura umana, indeterminata e
debole di per sé, si realizza e si identifica attraverso la realtà molteplice
delle culture umane: ogni cultura costituisce una via diversa, ma nella
sua essenza, funzione e struttura, identica. L’attività di collaborazione
confida, in questa ottica, sulla comunicazione circolare dei saperi
e nella loro affinità per cui ogni frammento rinvia al tutto e in qualche
modo lo contiene.
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- Un modello di ideale transnazionale e transculturale è anche quello
proposto da Michael Joyce il quale, sulla traccia dell’intervento
del giorno prima, ha puntualizzato come sia responsabilità degli insegnanti,
così come degli artisti e dei pensatori, operare un esame creativo delle
cose a cui siamo abituati, specialmente quando abbiamo a che fare con
la comprensione delle differenze, al fine di promuovere una responsabilità
comune verso tutto ciò che noi desideriamo preservare come ad esempio
i valori antichi e una sintassi dimenticata. Tutto ciò avrebbe lo scopo
di suscitare appunto un’attenzione verso l’altro.
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- Carolyn Guyer ha presentato un altro suo progetto presente
in rete, intitolato Mother Millennia. Esso si costruisce attorno
all’idea che ogni narrazione ha valore e che il valore è sempre un elemento
contestuale. Le storie esistono sia che siano espresse in prosa balbettante
sia che siano espresse in reverie liriche con disegni infantili o con
video fatti in casa. Oltrepassare intenzionalmente i vecchi criteri
di delimitazione del valore può far scoprire una ricchezza letteraria
inedita. Proprio un tema come quello che riguarda le nostre madri può
agevolare tale superamento.
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- Shelley Jackson ha ripreso la metafora del costruttore di
giocattoli, che ha definito scultore, pittore, coreografo e genio meccanico,
e lo ha paragonato allo scrittore di ipertesti. Quest’ultimo infatti
deve essere un esperto in molti campi. Non è sufficiente possedere un
forte senso del linguaggio, bisogna anche sapere far funzionare il nuovo
giocattolo. In questo senso l’artista ipertestuale si differenzia da
quello della carta stampata proprio per l’attenzione e la competenza
che deve dimostrare verso le nuove tecnologie (per quanto il suo lavoro
debba avvalersi della collaborazione di tecnici specialisti) e nel suo
continuo passare da una forma di espressione artistica all’altra. Shelley
Jackson ha parlato naturalmente nei panni di artista avendo collaborato
solo sporadicamente con le Università, e per questo ha fatto rilevare
come l’ipertestualità in senso artistico sia un fatto soprattutto accademico
e forse più teorizzata che praticata.
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- Sono proprio le aporie e le contraddizioni di alcune teorizzazioni
della pratica dell’ipertesto l’argomento dell’intervento di Leonardo
Terzo. Egli ha preso in considerazione, tra le altre cose, la sovrapposizione
della figura del lettore e quella dell’autore, per cui il lettore finisce
con l’ascoltare se stesso grazie ad un processo narcisistico. Similmente
l’eccessiva credenza nella democratizzazione dei rapporti fa emergere
una figura autoriale tirannica da cui il lettore deve liberarsi. Un
altro punto fondamentale, secondo Terzo, è la questione della
‘forma’ ipertestuale: se con la perdita dell’identità formale nessuna
forma assume una maggiore importanza rispetto alle altre, allora la
forma è un principio da trascendere e la rilevanza del testo va ricercata
altrove, come ad esempio nella frenesia della connettività o in una
visione della precarietà. Queste due giornate di studio e di confronto
hanno visto anche la partecipazione dei rappresentanti del Direttore
Editoriale della Treccani, Massimo Bray, e del Direttore Editoriale
della RCS Multimedia, Paolo Parlavecchia, i quali hanno parlato
del presente e del futuro del mondo editoriale italiano, e delle nuove
modalità di controllo e trattamento dei contenuti.
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- Il messaggio che pare essere emerso dagli interventi sembra essere
quello di una riscoperta di una dimensione umana universale forte che
deve essere riconquistata o rivalutata anche alla luce dell’uso delle
nuove frontiere indicate dalla tecnologia informatica. Una sempre maggiore
fusione tra espressività artistica, computer e rete telematica si propone
come la chiave di svolta dell’umanesimo del nuovo millennio tutto all’insegna
della comunicazione.
Paola Carbone
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